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53 - Vincitori e vinti PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Venerdì 02 Maggio 2008 13:04

14 aprile 2008

Alla fine ho deciso per il voto disgiunto: Ferrara alla Camera e UdC al Senato.

Così ho espresso un voto inutile sia alla Camera che al Senato.

Non potresti fare una chiacchierata anche sul “dopo voto”?

Anche solo il sentir parlare mi dà un po’ di consolazione.

Ciao

Irma

San Martino in Rio, 30 aprile – 1 maggio 2008

Cara Irma,

scusa il ritardo. Dopo le poche parole che ti ho detto al telefono subito dopo le elezioni, sono passati già 15 giorni: il superlavoro mi ha steso.

Due voti inutili. Ma se ci pensi il nostro singolo voto è sempre inutile. Nel 2006 la competizione elettorale si chiuse con un “quasi pareggio” e c’erano 27.000 voti di scarto. Una persona, tra i suoi parenti, amici e contatti non arriva a influenzare neanche 200 persone: quindi nessuno di noi è utile, nessuno è decisivo. La democrazia si gioca su spostamenti di grosse masse di persone, influenzate spesso da cose ben più grandi di noi.

Eppure, seppur inutili, ci sono voti che hanno un peso.

Ti ricordi quella storia (1) che ci lesse Vittorio dopo una cena?

Morì il vecchio Bassini e sul suo testamento c’era scritto: “Lascio tutto all’arciprete perché faccia indorare l’angelo del campanile, così luccica e di lassù posso capire dov’è il mio paese”. […]

Vanno sul campanile per esaminare l’angelo e, anche se la chiesa ha sì e no 300 anni, l’angelo è incredibilmente un arcangelo Gabriele in rame martellato, roba autentica del 1200.

Pezzi grossi e autorità varie convincono don Camillo a portare l’angelo del 1200 all’interno della chiesa, perché tutti lo possano vedere e ammirare; al suo posto, sul campanile, verrà messa un’esatta copia in bronzo, dorata secondo le indicazioni del vecchio Bassini. Don Camillo, per scrupolo, fa però dorare entrambi gli angeli, originale e copia. Ma la notte dell’inaugurazione, con l’angelo di bronzo già in cima al campanile e l’angelo del 1200 chiuso in una teca in chiesa, don Camillo non riesce a dormire.

“Di lassù il vecchio Bassini non vede luccicare il suo angelo, vede luccicare un angelo falso […] Gesù, perché ho truffato il vecchio Bassini? Perché ho dato retta a quegli imbecilli di città?”

Il Cristo non rispose […]

E qui Guareschi ci regala un bellissimo brano di teologia popolare.

“Per trecento anni tu hai guardato questi campi e questa gente. Per trecento anni tu, silenzioso, hai vegliato su questa terra e su questi uomini. forse per settecento anni perché, magari, questa chiesa è sorta sulle rovine di una vecchissima chiesa. Ci hai salvato dalle guerre, dalla fame, dalla peste. Quanti fulmini hai respinto lontano? Quante bufere hai fugato? Da trecento anni, forse da settecento, hai dato l'ultimo saluto del paese alle anime dei morti che salivano al cielo. Le tue ali hanno vibrato al suono di tutte le campane: campane tristi, campane liete. Secoli di gioie e di dolori sono chiusi nel tuo metallo. E adesso tu sei qui, senz'aria, in una gabbia dorata e non vedrai più il sole e non vedrai più il cielo azzurro. E al tuo posto c'è un angelo falso che viene da Sesto San Giovanni e porta chiusa nel suo metallo solo l'eco delle bestemmie dei fonditori avvelenati dalla politica.

“E quell'angelo falso ha usurpato il tuo posto. Un uomo illuminato dalla fede ha forgiato a colpi di martello il tuo metallo, lo ha modellato millimetro per millimetro; macchine mostruose ed empie hanno creato l'altro che è identico a te, ma, mentre in ogni millimetro quadrato del tuo metallo c'è un po' della fede dell'ignoto artigiano del 1200, nel metallo dell'altro c'è solo la fredda empietà della macchina. Come potrà proteggerci quello spietato e indifferente angelo falso? Cosa gli può importare dei nostri campi e della nostra gente? ”.

Erano ormai le undici di notte. Una notte piena di silenzio e di nebbia. […]

Il finale lo conosci: nella notte don Camillo e Peppone “in due soli, ma pazzi e forti per sei”, rimettono le cose a posto.

Che giudizio daresti della loro azione?

Io direi: azione inutile.

Una fatica enorme che non avrà effetto su nessuno, perché nessuno si accorgerà che l’angelo del 1200 è tornato sul campanile.

Inutile? Ma no! Il vecchio Bassini lo sa che l’angelo è al suo posto! E anche Gesù Cristo lo sa.

Intanto don Camillo, inginocchiato davanti all’altar maggiore, stava dicendo al Cristo Crocifisso “Gesù, io non lo so come siamo riusciti a fare questo!” E il Cristo non rispose, ma sorrise perché Lui lo sapeva.

“L’etica cristiana ci ricorda che Dio, ferma restando la priorità della persona umana creata a sua immagine e somiglianza, non bada mai al risultato di ciò che facciamo, ma allo sforzo – motivato dall’amore – per raggiungerlo: al come (alla virtù). […] A sua volta, san Josemaría Escrivá amava ricordare una strofa poetica che sanciva come la libertà dell’uomo poggi sull’alternativa tra il semplice fare e il fare bene (2)

E’ così, Irma.

I voti apparentemente sono tutti uguali, come erano apparentemente uguali i due angeli. Scorrono le schede nelle mani dello scrutatore, che le ammucchia con indifferenza, tutte uguali tra loro. Molti sono voti senza infamia e senza lode.

Ogni tanto appare un voto che nasce da superficialità, ignoranza colpevole, propaganda falsa, opportunismo, astio per l’avversario: non dice nulla di particolare allo scrutatore, ma il Cielo si rabbuia.

Ogni tanto appare invece un voto legato allo studio, al ragionamento, alla buona propaganda, alla volontà di unire gli uomini, alla scienza e alla coscienza, e Gesù sorride.

Il tuo voto è una perla preziosa, altro che voto inutile. L’hai consegnato nelle mani di Colui che lo gestirà per il meglio.

Fare le cose bene. Compiere le azioni cercando il sorriso di Dio, anche se l’azione è apparentemente povera di effetti, come lo è il mettere la croce su un simbolo elettorale. In questo sta la moralità del voto, non nella vittoria o nella sconfitta.

Detto questo, non mi sottraggo alle analisi più classiche.

Anzitutto devo verificare se le affermazioni che ho fatto qua e là hanno avuto riscontro nella realtà.

Prima affermazione: la legge elettorale funziona. Giusto.

Nel testo n.32 avevo detto che l’incertezza al Senato nella scorsa legislatura era legata alla situazione di pareggio sostanziale dei voti, non era certo legata a colpe particolari della legge elettorale.

Nel momento in cui si apre una forbice di qualche punto percentuale tra coalizione vincente e coalizione seconda classificata, puntualmente tutte le regioni in bilico vanno a finire alla coalizione vincente e si forma una maggioranza sicura.

Prendendo solo i seggi assegnati in forma “ordinaria” (escluse quindi Valle d’Aosta e seggi per l’estero, oltre al Trentino Alto Adige per il solo Senato) abbiamo 340 seggi su 617 alla Camera per PdL + Lega + MPA, pari al 55,1%. Al Senato, che doveva dare secondo i politologi una situazione “in bilico” per colpa della legge elettorale, abbiamo addirittura 168 seggi su 301, pari al 55,8%.

Posso quindi ribadire quello che avevo affermato in sede preventiva.

1) Questa è una buona legge elettorale, che dà sempre certezza di maggioranza alla Camera e può dare situazione di equilibrio al Senato solo se c’è un equilibrio dei voti a livello nazionale; altrimenti, se il divario percentuale è sensibile, dà la stessa maggioranza anche al Senato.

2) Non è possibile forzare ulteriormente in senso maggioritario la votazione al Senato perché, in caso di equilibrio dei voti, si correrebbe davvero il rischio di creare maggioranze opposte nei due rami del parlamento.

3) Nessuna legge elettorale può garantire “di forza” un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento, perché gli elettori dei due rami del parlamento non sono uguali tra loro (e, se anche fossero uguali, non sono obbligati a votare allo stesso modo nelle due schede).

L’unica cosa che manca a questa legge elettorale è il voto di preferenza (che però manca già dal 1994! La gente, chissà perché, se ne è accorta solo nel 2006).

Il voto di preferenza diventerebbe ancora più necessario se si dovesse arrivare all’orrido bipartitismo; in una situazione bipartitica, il voto al Senato in Emilia Romagna, ad esempio, sarebbe un voto totalmente inutile: i 12 seggi al PD e i 9 seggi al PdL si potrebbero assegnare “a tavolino”, senza neanche votare. Oppure si potrebbero convocare 1000 elettori per sorteggio e ottenere lo stesso identico risultato. Che almeno ci sia il voto di preferenza a dare un senso alla votazione!

Seconda affermazione: gli elettori gradiscono questa legge elettorale. Sbagliato.

Ho sbagliato invece dove dicevo che questa legge piaceva alla gente, visto che nel 2006 la percentuale dei votanti era cresciuta in modo netto. Adesso i votanti sono di nuovo calati. Evidentemente nel 2006 era piaciuta non la legge elettorale, ma la formula di confronto che si era creata: due coalizioni, coi simboli dei partiti all’interno delle coalizioni.

Nel 2006 il voto contribuiva a far vincere la coalizione e contemporaneamente rafforzava il proprio partito all’interno della coalizione. Nel 2008 il cambio di formula ha portato di nuovo ad un maggiore astensionismo.

Terza affermazione: i temi etici sono stati volutamente occultati. Giusto.

Ho sostenuto che i temi etici sono stati volutamente occultati nella campagna elettorale. Era verissimo. Erano così occultati che è bastata una mia lettera ad Avvenire per far “scendere in campo” direttamente il dott. Ignazio Marino, presidente della commissione Salute del Senato.

I temi etici erano tanti, c’era spazio per un proficuo dibattito che istruisse le persone. Ti ricordo le tematiche essenziali:

- trasformazione dell’aborto da “dramma” a “libera scelta”

- introduzione della pillola RU486

- distribuzione di contraccettivi ai ragazzini

- introduzione dei PACS o assimilati, anche omosessuali

- matrimonio omosessuale

- adozione per gli omosessuali

- legge sulla cosiddetta “omofobia”, parola inventata dall’ideologia gay per zittire il dissenso

- peggioramento della legge 40 sulla fecondazione artificiale

- testamento biologico di tipo eutanasico (per la definizione del testamento biologico di tipo NON eutanasico vedere Comitato Nazionale di Bioetica, testo del 18 dicembre 2003, approvato all’unanimità)

- ideologia dei 5 o 7 “generi” al posto dei normali due sessi, maschio e femmina

- legislazioni basate sul cosiddetto “orientamento sessuale”

- divorzio breve

- cosiddetti “diritti” degli animali, in sostituzione dei normali doveri di custodia

- taglio dei fondi alle scuole paritarie

- castrazione chimica per i pedofili

- legalizzazione della prostituzione

- legalizzazione delle droghe leggere e depenalizzazione delle droghe pesanti.

Queste proposte erano affermazioni presenti per iscritto, sparse nei programmi di 4 forze politiche importanti (Sinistra Arcobaleno, Partito Socialista, PD, Destra) e di alcune liste minori.

Di nessuno di questi temi si è parlato diffusamente in TV o sui giornali.

Un’occasione sprecata.

Quarta affermazione: le previsioni elettorali. Quasi giuste.

Ho fatto bene a fidarmi di Salviati (3). Con carta, penna e ragionamento era arrivato a queste percentuali: PdL + Lega 44%, PD + Di Pietro 34%, Arcobaleno 8%, UdC 6%, Ferrara e altri 4%, Socialisti 2%, Destra 2%.

Ha azzeccato il salto tra PdL e PD (10%, è stato circa il 9,27%), ha azzeccato l’UdC (6% invece di 5,62%), ha azzeccato la Destra (2% invece di 2,43%), ha azzeccato Ferrara e altri (4% invece di 3,52%).

Ha sopravvalutato i socialisti (2% invece di 0,98%, ma comunque fuori dal Parlamento), ha sbagliato l’Arcobaleno (8% invece del devastante 3,08%). Poiché però nessun sondaggista, coi suoi strumenti sofisticati, ha previsto il crollo dell’Arcobaleno, si può dire certamente che Salviati lavora meglio dei sondaggisti.

Quinta affermazione: il problema del “voto inutile” era una bufala, la competizione era decisa in partenza. Giusto.

10% di salto prevedeva Salviati, 10% è stato (più o meno): davvero non c’era storia e non c’era nessun pericolo di vittoria di Veltroni. Tutti gli spostamenti previsti si sono realizzati; ti ricordo l’elenco di avvenimenti fatto da Sagredo e Simplicio (3), e indico l’ammontare di questi spostamenti (4).

- Pessimo governo Prodi e legislatura finita in due anni: vantaggio (+) per il PdL, svantaggio (-) per il PD. I trasferimenti diretti dall’area di centro sinistra alla coalizione di Berlusconi assommano a 1.330.000 voti circa (4).

- Da Alleanza Nazionale si stacca la Destra: svantaggio (-) per il PdL. I voti passati dalla coalizione PdL alla Destra sono stati 570.000 circa.

- Fuoriusciti a sinistra dal PD (Mussi, ecc.): svantaggio (-) per il PD, traducibile in 160.000 voti circa.

- Fuoriusciti cattolici dal PD per entrata dei radicali: svantaggio (-) per il PD. Metto in conto solo i voti passati all’UdC: sono circa 290.000 voti.

- Trasferimento da Arcobaleno a PD degli antiberlusconiani: vantaggio (+) per il PD pari a 1.690.000 voti circa.

- Trasferimento da UDC a PdL (Giovanardi, ecc.): vantaggio (+) per il PdL pari a 695.000 voti circa (al PdL e alla Lega).

- “Distribuzione” di UDEUR e Pensionati tra destra e sinistra: vantaggio (+) per entrambi. 440.000 voti a Veltroni, 130.000 a Berlusconi.

- Incognita Ferrara che pescherà in molte parti, anche se non sappiamo quanto pescherà. Svantaggio (-) per entrambi. In realtà Ferrara ha pescato da tutti, ma solo briciole.

Tutto il resto l’ha fatto l’area imprevedibile del non voto:

Berlusconi ha recuperato 2.700.000 voti dal “non voto” e ne ha persi 2.200.000 verso il “non voto”: saldo attivo di 500.000 voti circa.

Veltroni ha recuperato 1.600.000 voti dal “non voto” e ne ha persi 2.600.000: saldo passivo di 1.000.000 di voti.

Bertinotti ha recuperato solo 110.000 dal “non voto” e ne ha persi 630.000: saldo passivo di 520.000 voti che gli fa perdere l’entrata in Parlamento.

Flussi elettorali

Dando per buona la tabella fatta dalla Gdf di Milano e pubblicata su l’Unità (mi accontento di questa, non ho tempo di confrontarla con altre tabelle analoghe), è interessante studiare il caso dell’UdC che, essendo al centro ed essendo comunque rimasta presente in Parlamento, mostra la casistica più variegata.

In pratica è interessante capire come ha fatto l’UdC a salvarsi.

Innanzitutto vediamo dove se ne sono andati i 2.580.000 voti UDC del 2006:

- 695.000 sono andati alla coalizione di Berlusconi (540.000 PdL + 155.000 Lega)

- 215.000 sono andati a Veltroni (160.000 PD + 55.000 Di Pietro)

- 50.000 sono andati alla Destra

- 680.000 sono andati al “non voto”

- 940.000 fortunatamente sono rimasti al loro posto, pari a una base iniziale di 2,57%.

Da dove sono venuti i voti mancanti per arrivare al totale di 2.050.000 ?

- 285.000 dall’Ulivo

- 70.000 dalla Rosa nel Pugno

- 25.000 da Rifondazione Comunista

- 150.000 da Forza Italia

- 80.000 da AN

- 15.000 da Rotondi

- 15.000 dalla Lega

- 340.000 da altri partiti (Mastella, Pensionati)

- 130.000 dal “non voto”

Guarda questi flussi e meditali dal punto di vista morale:

- 215.000 se ne sono andati dall’UdC per andare a Veltroni, cioè a una coalizione che vuole violare la legge naturale universale; sono andati lì essenzialmente perché sedotti dal discorso del “voto utile”: chi ha promosso la campagna del “voto utile” ha anche questo concorso di colpa (5).

- 380.000 sono usciti da Ulivo + Rosa nel Pugno + Rifondazione per passare all’UdC: persone alle quali evidentemente non interessava vincere, sono uscite da partiti che vogliono violare la legge naturale universale e hanno votato un partito perdente in partenza, ma che non vuole violare la legge naturale universale. La presenza dell’UdC ha consentito queste uscite, che non sarebbero mai avvenute se ci fosse stato come alternativa solo il partito unico di centro destra: la scelta dell’UdC di stare da sola ha avuto un effetto morale importante.

- 245.000 sono usciti da Forza Italia + AN + Rotondi per votare UdC e quindi per perdere: voglio molto bene a queste persone. Per me continuare a votare UdC era in fondo una cosa naturale, anche se maturata attraverso un percorso complesso. Ma queste persone hanno fatto molto di più: hanno testimoniato che preferiscono un’identità chiara piuttosto che aderire a un calderone dalla tendenza non chiara. Non lo hanno fatto certo per interesse, perché andavano incontro a una sconfitta sicura.

Chiudo coi flussi elettorali. Chissà che tu non voglia applicarti direttamente alle cifre che ho messe in allegato.

Adesso voglio parlarti dei vincitori, i piccoli vincitori che ho conosciuto io (in ordine alfabetico).

Andrea N.

Con un atto di fiducia notevole si è imbarcato a organizzare l’unica manifestazione elettorale della lista Ferrara in provincia di Reggio Emilia, scegliendo un paesino insignificante e accettando di collaborare con una persona (il sottoscritto) praticamente sconosciuta.

Ha speso soldi, tempo, fatica, tensione, e ha raccolto solo briciole: bravo, un vero “servo inutile” e quindi un vero vincitore.

Giovannino Guareschi

Proprio nell’anno del centenario guareschiano, una frase di Guareschi chiarisce in maniera inequivocabile quale era il vero intento della lagna del “voto inutile” (6): non serviva a far vincere Berlusconi, che aveva già vinto largamente con le sue sole forze, ma serviva a far estinguere l’UdC.

L’operazione non è riuscita, il bipartitismo dovrà attendere almeno una legislatura prima di realizzarsi.

Gli autori eterni, come Guareschi, hanno questa caratteristica: scrivono in un certo contesto, ma le loro frasi mirano talmente all’essenziale che sono utilizzabili anche in tantissime altre occasioni.

Grazie, Giovannino, e buon compleanno (oggi, 1 maggio, sono 100 anni). Anche Salviati ti ringrazierà certamente.

Giovanni & Andrea Lazzaretti

Quale era il mio primo intento?

Essere in comunione con tutti gli amici con cui condivido gli stessi fondamenti culturali (la legge naturale universale). Ci sono riuscito. Guareschi diceva che la seconda guerra mondiale lui l’aveva vinta, perché era tornato a casa senza odiare nessuno.

Nella piccola guerra elettorale del 2008, posso dire la stessa cosa: chiudo in comunione con tutti.

La mia amica Nives mi sgriderà ancora per un po’ per aver votato UdC, ma il suo PdL ha vinto in modo netto e presto la passione per la cultura cattolica tornerà a prevalere sulle passioni politiche.

Il 13 aprile ero a tavola con Guido & Chiara, ed ero in perfetta comunione con loro, anche se loro tornavano a Milano a votare Ferrara alla Camera, mentre io restavo a San Martino a votare UdC. Ma avevo lavorato anche per loro.

Sono ovviamente in comunione con tutti gli amici che hanno votato UdC.

E il mio secondo intento?

Spezzare, per quanto potevo, la cappa plumbea del “voto inutile”. Ci sono riuscito?

Beh, i numeri del sito fanno ridere se guardati a livello nazionale. Ma a livello del nostro paesino non fanno ridere: sono un elemento reale della campagna elettorale.

Giuliano Ferrara nella provincia di Reggio Emilia ha ottenuto 0,46%; meno ancora a livello nazionale: 0,37%. A San Martino in Rio ha ottenuto lo 0,85%.

L’UdC ha perso il 20% dell’elettorato a livello nazionale (7). Addirittura il 25% a livello provinciale. A San Martino ha perso solo il 10% dell’elettorato.

Detto in numeri assoluti: se le percentuali a San Martino in Rio si fossero adeguate alla situazione provinciale, all’UdC sarebbero toccati 210 voti, a Giuliano Ferrara 22 voti; in realtà l’UdC ne ha avuti 289 (+79) e Giuliano Ferrara 41 (+19): 98 persone sono uscite dalla cappa del “voto inutile” e la rottura della cappa ha aiutato entrambi, non si sono rubati i voti a vicenda.

Faticosa e dispendiosa, ma ho condotto una piccola battaglia e ho ottenuto una piccola vittoria. Lode a Dio.

Andrea è stato essenziale: senza un webmaster in casa non mi sarei mai imbarcato a fare un sito. E poi si è letto una valanga di carta, con attenzione, perché mi poneva sempre delle questioni mirate.

Grazie, Andrea.

Giuliano Ferrara

Madre Teresa (credo fosse lei, cito a memoria, non fidarti del tutto) diceva che era brutto che nessuno in Italia fosse ancora finito in prigione per combattere l’aborto.

Abbiamo almeno qualcuno che si è preso dei lanci di uova e pomodori, ed è stato contestato furiosamente.

Non può che andare a suo merito. Ha perso in una maniera pesantissima e per me inattesa, ma ha pagato di persona in soldi, tempo, fatica, insulti ricevuti e delusione.

Per me è un vincitore.

Irma

Non ti senti tra i vincitori dopo questa lettura? Hai letto fino a fiaccarti, hai diffuso testi, li hai discussi, hai litigato, hai capito tutto: cosa vuoi di più?

Gesù Cristo sorride, sta tranquilla. Hai vinto anche tu, con Franco e con tutte le amiche.

Maurizio Blondet

“Una sinistra che si occupa del matrimonio dei gay è una sinistra che si sta suicidando”. Così disse Maurizio Blondet a San Martino in Rio il 10 marzo 2005.

Ogni tanto ci sono degli avvenimenti e ci si ricorda che Blondet li aveva descritti 3 anni prima, 5 anni prima, 10 anni prima.

Onore al merito.

Su Liberazione è apparso un articolo con questo titolo

Mirafiori ha bocciato l'Arcobaleno: “Pensa solo a froci e zingari, non a noi”

L’ha detto Liberazione, organo di Rifondazione Comunista (o dei Comunisti Italiani? In questo momento ho un lapsus). L’aveva detto anche l’alieno nel testo n.39:

L’operaio ha una capacità di spesa inferiore del 30% rispetto alla media; già faccio fatica a capire cosa c’entri l’operaio con gli aderenti alla lobby gay che invece hanno una capacità di spesa superiore del 15% rispetto alla media.

Con Maurizio Blondet, mettiamo anche l'alieno tra i vincitori.

Pier Ferdinando Casini

Ha dato agli avversari del bipartitismo (a me) la possibilità di esistere ancora.

Io gli sono grato, anche se ha tante idee da sistemarsi sul piano della legge naturale universale.

Ha anche rinunciato a una poltrona certa nel nuovo governo.

Deve gestire adesso la grana di un partito di centro, crocevia di spostamenti (vedi il viavai nei flussi elettorali) che sarà stiracchiato da tutti i lati.

Ha accettato di dover gestire delle grane, e per questo merita rispetto.

Prego per lui tutti i giorni, aggiungilo anche tu alla lista della spesa (8).

Salviati (3)

Bravo.

Ha azzeccato le percentuali elettorali, soprattutto quella vitale del salto del 10% tra PD + Di Pietro e PdL + Lega.

Le ha affermate con la sicurezza dei ragionamenti, senza aggiungere dei “forse”, dei “credo”, dei “mi pare”.

Ha chiuso anche con una specie di invettiva, ti ricordi?

Simplicio: 10% di vantaggio? Ma è impossibile!

Salviati: Impossibile? E quali altri avvenimenti vedete che possano alterare queste percentuali? Ma neanche se l’intero Arcobaleno si sciogliesse nel PD riuscirebbe a portare il PD a livello di Berlusconi.

Era proprio così. Se anche l’Arcobaleno avesse riversato sul PD i suoi ultimi 1.125.000 voti, Berlusconi avrebbe stravinto ugualmente con 2.250.000 voti di vantaggio.

E ancora:

Salviati: Ma Berlusconi non è un incapace, come non lo era Scelba nel 1953! Lui, come Scelba nel 1953, ha la certezza assoluta che la vittoria non andrà alla sinistra. A questo punto è cosa certa che PdL + Lega sono la coalizione vincente e, anche se hanno solo il 44% dei voti, prendono il 55% dei seggi.

Grazie, Salviati. Sei tu che hai liberato qualche elettore dalla cappa del “voto inutile”.

Simplicio (3)

Certo, Simplicio appare un po’ il perdente nella discussione a tre con Salviati e Sagredo. Ma chiude con un ottimo slogan.

Simplicio: […] Cambio slogan: Il PD, poiché vuole violare la legge naturale universale, non deve vincere. Ogni voto sottratto al PD è un voto utile. Va bene così?

Salviati: Se la legge naturale universale potesse parlare, non vi chiederebbe altro.

Quello era lo slogan che salvava l’unità culturale dei cattolici che credono nella legge naturale universale.

Questi sono i miei vincitori. Ti elenco anche gli sconfitti: li elenco senza acredine, col sorriso sulle labbra. E sempre in ordine alfabetico.

Carlo Giovanardi

Nell’intervista al Resto del Carlino del 13 febbraio 2008 definiva l’UdC “un partitino che al massimo ha il 3% quando il PdL può raggiungere anche il 48 - 50%”. Spero si riferisse alla coalizione (arrivata al 46,81%), perché il PdL da solo si è fermato al 37,38%, ossia meno della somma che avevano nel 2006 Forza Italia + AN + Alternativa Sociale + Nuova DC + Pensionati (arrivavano al 38%).

Il 3% indicato da Giovanardi significava la sparizione dell’UdC. L’UdC ha preso il 5,62% smentendo nettamente la sua previsione. Ha ragionato meglio Salviati.

Da notare poi che i 540.000 voti traslati da UdC a PdL sono in gran parte legati alla faccenda del “voto inutile”, cioè alla paura.

Ma come definire invece i 240.000 passati dal PdL all’UdC? Questi sono il rifiuto di una scelta politica.

Secondo me dovrebbe meditare.

Cattolici del voto utile

Se una buona massa di cattolici si fosse riversata su UdC e Ferrara, Berlusconi avrebbe avuto ugualmente i suoi 340 deputati e in Parlamento ci sarebbero stati altri 25 – 30 deputati cattolici tolti al PD.

Ci sarebbero stati i numeri sufficienti per cominciare a proporre qualcosa di tosto a livello legislativo.

Ma la paura di perdere ha prevalso.

Elettori dell’Arcobaleno

Quando al poco calcolo si unisce l’astio per Berlusconi, saltano fuori cose assurde come questo “suicidio assistito” della sinistra.

Berlusconi suonava il flauto del “voto utile” verso UdC e Destra, e a sinistra ragionavano così: “Berlusconi teme di perdere, riversiamoci sul PD così lo facciamo perdere davvero”.

Mentre il loro ragionamento doveva essere: il PD perde di sicuro, votiamo come ci pare.

Così hanno ottenuto il doppio risultato di sparire dal parlamento e di “drogare” il risultato del PD (depurato dal “voto utile”, il PD vale circa il 27%).

Emerenzio Barbieri

Secondo me per lui è l’ultima legislatura. Come fuoriuscito dell’UdC tornava utile al PdL.

Ma quando la macchina del PdL si sarà messa in moto, ci sarà ancora posto per lui?

E un po’ mi dispiace, perché ai tempi dei congressi DC votavo per lui.

Luigi Amicone

Che brutta figura per il direttore di Tempi.

Prima (14 febbraio) sponsorizza Ferrara con frasi enfatiche di questo tipo:

E va bene, pazzo di un Giulianone che butti all'aria ogni calcolo politico e ogni convenienza umana. Comunque tu decida di fare, questo giornale ti darà una mano. […] da qualunque parte la si guardi, una battaglia culturale connessa a una lista "pro moratoria" è un'idea eccellente. Riscalda i cuori e illumina le menti di un'ideale di rivolta camusiana all'ideologia nichilista e mortifera che appesta l'aria d'Europa.

Poi in un’intervista del 15 marzo spiega la sua retromarcia. Nell’intervista c’è scritta questa frase:

“Quello che ci divide, politicamente parlando, è questa indicazione a non disperdere il voto. Temo che al Senato ci possano essere problemi. Il Popolo della libertà vincerà alla grande e allora rilanceremo la nostra battaglia [la battaglia pro-life, NdR] ancora con più forza”.

Che senso aveva questa frase?

Se il PdL “vincerà alla grande”, il voto disperso non creava problemi. Solo se avesse detto: “La vittoria del PdL è fortemente a rischio” allora avrebbe potuto fare ragionamenti sul voto disperso dalla lista di Ferrara.

“Temo che al Senato ci possano essere problemi”. Amicone, Amicone, che bugia. Cosa c’entra il Senato con la tua scelta? Ferrara al Senato non c’è: potevi unirti con Ferrara alla Camera e votare PdL al Senato.

Evidentemente il problema di Amicone era alla Camera, non al Senato. E poiché alla Camera la vittoria PdL era certa, il problema di Amicone doveva essere di tipo diverso. “Devo rendere conto al mio popolo”, diceva in fondo all’intervista. Non so bene cosa voglia dire, ma io ho perso fiducia in lui e lo metto tra gli sconfitti.

Massimo Introvigne

Il suo vademecum per le elezioni era tecnicamente preciso, ma conteneva una domanda “tendenziosa”.

Ha senso dire, per esempio, “mi auguro la vittoria nazionale della coalizione Berlusconi, tuttavia non voto per una lista della coalizione Berlusconi ma per una lista non coalizzata che mi è simpatica – La Destra, l’UDC o “Aborto? No grazie” – perché tanto i sondaggi nazionali italiani danno alla coalizione Berlusconi alla Camera una tale maggioranza da farmi concludere che vincerà comunque, anche senza il mio voto”?

Non ha senso, o ce l’ha solo per chi non s’intenda di sondaggi. Trascurando l’ipotesi di sondaggi manipolati, maliziosi o fasulli, i sondaggi elettorali sono per loro natura volatili e incerti. […]

Con questa abbinata domanda + risposta lasciava intendere che la vittoria di Berlusconi poteva essere a rischio. Ma non erano i sondaggi (che sono ben peggio che volatili e incerti!), era la matematica a indicare l’enorme vantaggio di Berlusconi.

C’erano tre scenari sui quali si poteva impostare il proprio voto:

a) vittoria certa del PdL

b) vittoria certa del PD

c) incertezza tra PdL e PD

Tutti assegnavano probabilità zero all’ipotesi (b), ma si rifiutavano di indicare delle probabilità per le ipotesi (a) e (c).

Io chiedevo agli amici: perché siete certi che PD e PdL siano i due partiti più grossi?

E tutti rispondevano: basta guardare alle elezioni 2006 e a quello che ne è seguito.

E allora guardiamole davvero le elezioni 2006 e gli avvenimenti successivi: l’ha fatto solo Salviati, deducendo che l’ipotesi (a) era abissalmente più probabile della (c).

Sull’ipotesi (a) si doveva costruire la propria scelta elettorale.

PD

Nel 2006 l’Ulivo aveva il 31,27%; depurato dai circa 2.000.000 di voti entrati come “voti utili”, il PD vale circa il 27%. Per essere un’operazione di rinnovamento ha avuto esiti disastrosi.

Chi va coi radicali muore, come ben sa il Berlusconi dell’anno 1996.

Ma i radicali non muoiono.

Ponzio Pilato

Sono stato un po’ come Ponzio Pilato a indicare tutti come moralmente leciti i voti a Ferrara, UdC e PdL? No, perché quello che conta è la legge naturale universale, e l’ideale sarebbe che tutti i partiti la rispettassero e fossero quindi ugualmente votabili.

I veri Ponzio Pilato che ho incontrato nelle letture sono stati:

Famiglia Cristiana, che ha bacchettato prima Veltroni, poi Berlusconi, poi il Centro, per concludere quindi che, bacchettati tutti, i cattolici potevano votare liberamente chi volevano;

Giorgio Campanini su Avvenire, che ha stabilito che, per come ci sono stati presentati, tutti i programmi dei partiti maggiori sono compatibili con la dottrina sociale della Chiesa. Per come ci sono stati presentati? E uno si accontenta della presentazione dei volantini pre - elettorali senza esaminare i programmi in dettaglio, quando ci sono valanghe di temi etici in ballo?

Votate chi volete perché sono tutti da bacchettare.

Votate chi volete perché sono tutti buoni.

Ecco i due Ponzio Pilato. Sconfitti.

Silvio Berlusconi

Con la manfrina del “voto inutile” ci ha rovinato una campagna elettorale che poteva portare alla luce i temi etici e togliere tanta gente dall’ignoranza.

Il mortorio della campagna elettorale è colpa sua (oltre che di Veltroni, naturalmente: ma le colpe di Veltroni sono altre e ben più gravi; per Veltroni occultare i temi etici era vitale, visto come era confezionato il suo programma).

Berlusconi ha vinto, ma ci ha fatto perdere un’occasione.

Sondaggisti

Inutile insistere. Non ne azzeccano una, dai sondaggi che illudono su una inesistente “rimonta”, agli exit – poll completamente sballati.

Ma non c’è un modo migliore di spendere i soldi?

Chiudo con due chicche.

1) Su un giornale ho letto una lettera interessante. Bella, la condividevo parola per parola. Letteralmente parola per parola, perché quella lettera era mia. Un signore l’ha presa da Avvenire, ci ha messo la sua firma e l’ha spedita a un altro giornale. Troppo buffa.

2) Ci sono amici che mi dicono ancora adesso: “Hai votato UdC? Ma perché hai scelto il voto inutile?”. Neanche a cose fatte riescono a capire che Berlusconi più di 340 deputati non poteva portarli a casa e che, se l’UdC non avesse passato il 4%, i 36 deputati UdC sarebbero finiti a Veltroni. Forza, amici! Anche la matematica fa parte della cultura.

Ciao, Irma.

Il sito resta aperto in attesa di eventi: non si sa mai che sorprese può riservare la politica.

Giovanni

NOTE

(1) “L’angelo del 1200” di Giovannino Guareschi, tratto dal volume “Don Camillo e il suo gregge”, ed. Rizzoli

(2) Da un articolo di Giorgio Faro, Studi Cattolici n.565

(3) Vedi testo n.48 = Voto inutile (forma dialogata)

(4) Per i numeri utilizzo la tabella dei flussi elettorali pubblicata da l’Unità (Carlo Buttaroni della Gpf di Milano); ho aggiunto una seconda tabella in cui ho tradotto in numeri assoluti gli spostamenti pubblicati in percentuale: così si vede meglio cosa è realmente accaduto. Allego la tabella.

(5) Solo concorso di colpa. La colpa della scelta è sempre dell’elettore, che ha il dovere di informarsi. Ma chi occulta i temi etici e butta tutta la campagna elettorale sul “voto utile/inutile” ha le sue responsabilità.

(6) Vedi i testi n.48 e n.49.

(7) Un 20% perso attraverso il complesso movimento di “dare” e “avere” descritto nel paragrafo dei flussi elettorali.

(8) Vedi testo n.42 = La mania della legge naturale

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Aprile 2010 07:20
 
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