Home Libia 2011 070 - Accompagnamento
070 - Accompagnamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Sabato 06 Agosto 2011 16:56

Invito alla lettura


San Martino in Rio, 9 luglio 2011


Tra le varie notizie di www.rainews24.rai.it del 7 giugno 2011 ne scelgo due.

  1. Arrestata in Siria la blogger di “A gay girl in Damascus”.

  2. In Siria cinema e scuole trasformate in carceri.

A quale notizia volete credere? Alla notizia A? Alla notizia B? A entrambe? A nessuna delle due?

L’utente normale, per forza di cose, le crede entrambe. E così semmai va a leggersi la triste storia della bella Amina Abdallah, lesbica e dissidente dal regime di Assad. Guarda su Internet il suo volto sorridente. Si commuove al fatto che l’hanno arrestata.

Il giorno dopo può anche trovare articoli accorati come questo.

Mercoledí 08.06.2011 19:00

Era la voce della libertà in un Paese in cui ogni diritto è calpestato. Era una donna, era lesbica. Oggi di lei non si sa più nulla. Amina Abdallah Arraf cercava di gridare al mondo il disagio e i soprusi che le persone ogni giorno vivono in Siria. Il suo blog "A gay girl in Damascus" (una ragazza gay a Damasco) era un faro di speranza per molti. Lunedì un'auto dei servizi segreti l'ha prelevata mentre camminava per la strada e di lei si è persa ogni traccia.

I suoi amici del web però non si arrendono e si mobilitano per chiedere alle autorità di Damasco di rilasciare Amina. Da Facebook a Twitter si moltiplicano le iniziative a favore della giovane omosessuale […] La blogger è stata arrestata lunedì pomeriggio mentre passeggiava con un amico. Ignoto il luogo dove la ragazza è detenuta, malgrado i suoi familiari stiano cercando disperatamente di rintracciarla. "Noi firmatari chiediamo al regime siriano di rilasciare immediatamente Amina. Chiediamo a tutti coloro che possano fare qualcosa in questa situazione di aumentare gli sforzi per assicurare che sia liberata incolume e in modo rapido". T. C.

7 giorni dopo si scopre che Amina Abdallah è Tom MacMaster, statunitense quarantenne residente a Edimburgo. Ma il web è fatto così. Come si fa adesso a ripulire 6.450.000 siti che parlano della ragazza gay di Damasco? Per quanto si sforzi, la voce “Tom MacMaster” non supera la soglia dei 432.000 siti. Chi dovesse in futuro incappare in quei 6.450.000 siti leggerà la vicenda di Amina come se fosse una cosa vera.

E così Rainews (non una fonte qualsiasi) ci ha comunicato l’arresto inesistente di una donna inesistente. T.C. ha aggiunto anche l’angoscia inesistente di una famiglia inesistente per l’arresto inesistente di una donna inesistente.

La notizia A era quindi falsa. Possiamo credere alla notizia B? Evidentemente no. Chi ci ha comunicato le notizie A+B dipendeva solo da rilanci elettronici, privi di qualunque riscontro con la realtà e senza nessuna possibilità di verifica diretta in Siria.

Brutti tempi.

Ma se non possiamo fidarci delle notizie che ci vengono fornite, come possiamo fare a conoscere qualche briciola di verità?

C’è una possibilità nuova. Ribaltiamo l’ottica. Supponiamo come base di partenza che le notizie che tutti ripetono in fotocopia siano FALSE. E poi andiamo su Internet a cercare se c’è qualcuno che dà notizie alternative a conforto della nostra ipotesi di partenza. La logica aiuta, e scavando si trovano tante sorprese.

I frutti di questo scavo li ho messi in un testo di 13 pagine. Senza pretesa di aver colto tutta la verità, ho però la certezza di aver colto molte cose che non quadrano nella “vulgata” sulla primavera araba e sulla guerra di Libia. Se quelle 13 pagine vi interessano, ve le metto a disposizione.

Naturalmente, per rispetto all’ambiente mentale, è necessario STAMPARE quelle 13 pagine e leggerle con calma. Non si può pretendere di ricordare i particolari di 13 pagine solo con una lettura a video.

Stampatele, e disinteressatevi dell’ambiente arboricolo. Non è il consumo di carta il problema del mondo di oggi. Il problema del mondo è la bugia eretta a sistema.

Giovanni Lazzaretti

 
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