Home Lettere ai giornali e varie 2011-04-22 Famiglia Cristiana - Accoglienza
2011-04-22 Famiglia Cristiana - Accoglienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Sabato 06 Agosto 2011 17:11

San Martino in Rio, 22 aprile 2011


Caro Padre,

difficile dire se sia più insipiente la lettera della brianzola Piera o la sua risposta: né l’una né l’altra hanno chiaro quali siano i princìpi di legge naturale universale. Piera non si rende conto che certi Stati non hanno alcuna possibilità di “creare un avvenire a casa loro”. Lei, nella sua risposta, sotto il termine generico di “accoglienza” fa un misto tra doveri della Chiesa e doveri dello Stato che sono cose ben diverse, anche se non separate.

L’immigrazione è una complessa questione di legge naturale universale, nella quale si intrecciano diversi diritti naturali, nessuno dei quali può essere negato. Li elenco:

1) diritto naturale di ogni uomo a crescere e prosperare nella sua terra;

2) diritto naturale degli Stati ad avere confini certi e riconosciuti;

3) diritto naturale di ogni uomo a chiedere di poter emigrare in un’altra terra;

4) diritto naturale degli Stati a regolamentare l’immigrazione;

5) diritto naturale degli Stati a respingere l’immigrazione clandestina;

6) diritto naturale di ogni uomo, anche in condizione di clandestinità o di violazione delle leggi, di essere soccorso se la sua salute o la sua vita sono in pericolo;

7) diritto naturale di ogni uomo a chiedere asilo, se le condizioni sussistono;

8) diritto naturale degli Stati a rimandare l’immigrato clandestino nel suo paese.

Nessuno degli 8 diritti elencati può essere dimenticato, nessuno degli 8 diritti elencati può prevalere sugli altri diritti. A questi diritti corrispondono una serie di doveri:

1) dovere degli Stati a far crescere e prosperare i propri cittadini; dovere degli Stati poveri a chiedere aiuto se non sono in grado di farcela da soli; dovere degli Stati ricchi di sostenere lo sviluppo degli Stati poveri;

2) dovere degli Stati di custodire i propri confini, e dovere della comunità internazionale di rispettare i confini di tutti;

3) dovere di attivare procedure certe per l’immigrazione;

4) dovere di attivare legislazioni che contrastino l’immigrazione clandestina;

5) dovere di attivare forze dell’ordine che blocchino l’immigrazione clandestina;

6) dovere di soccorrere chi ha la salute o la vita in pericolo;

7) dovere della comunità internazionale di attivare procedure per il “diritto d’asilo”;

8) dovere della magistratura e delle forze dell’ordine di rimandare l’immigrato clandestino al suo paese.

E la Chiesa cosa c’entra? La Chiesa ha solamente il dovere n.6 “soccorrere chi ha la salute o la vita in pericolo”. Ha anche il compito della verità, ossia di ricordare tutti assieme gli 8 diritti e gli 8 doveri. Dopo di che, se la persona soccorsa è clandestina e non ha diritto d’asilo, verrà riportata nella sua terra.

Quindi, padre, non cerchi di confondere le acque mettendo nella pagina la foto del carabiniere col bambino in braccio, salvato dal mare: vorrei anche vedere che le forze dell’ordine facessero dei distinguo e lasciassero annegare i bimbi in mare!

Ma una volta salvato, nutrito, curato, non è affatto detto che il bimbo abbia diritto di restare in Italia: resterà se è orfano, resterà se i genitori hanno il diritto d’asilo, altrimenti tornerà nella sua terra d’origine.

La Chiesa ha il dovere dell’accoglienza, senza “se” e senza “ma”. Ma l’accoglienza non significa “diritto all’immigrazione clandestina”: nessun uomo possiede questo inesistente diritto. L’uomo ha il “diritto d’asilo” solo quando sussistono le condizioni, condizioni che vanno dimostrate, non date per scontate.

Cordiali saluti

Giovanni Lazzaretti

 
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