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2011-02-15 Englaro e Antigone PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Domenica 03 Aprile 2011 19:06

San Martino in Rio, 15 febbraio 2011


Caro Direttore,

sabato 26 febbraio 2011 al Teatro ReGiò ci sarà “Una questione di vita o di morte” di Luca Radaelli “con il prezioso contributo di Beppino Englaro e del suo libro ‘Eluana. La libertà e la vita’ ”.

Englaro non trascura proprio niente: ha a disposizione i maggiori quotidiani italiani, parla senza contraddittorio alla TV di Stato, pubblica libri con Rizzoli, accede ai consigli comunali con le proposte di cittadinanza onoraria, ed ecco che da più di un anno si fa anche “sponsorizzare” sui palcoscenici teatrali.

E’ un uomo davvero potente, inserito in una rete ancora più potente. Di fronte a questa macchina propagandistica, che non trascura nulla, noi piccoli possiamo fare ben poco.

Al massimo posso rattristarmi che lo spettacolo di Radaelli venga proposto al Teatro ReGiò, luogo che richiama alla mente don Chiari e l’oratorio cittadino.

Ma no, forse qualcosa posso fare. Posso tutelare il buon nome di Antigone.

Come Antigone, Beppino Englaro sfida la ragion di stato per amore”: c’è scritto così nel testo di presentazione dello spettacolo di Radaelli.

Il re Creonte ha imposto il divieto di sepoltura per suo nipote Polinice, nemico della città. Antigone, sorella di Polinice, sfida il decreto del re e vuole portare a compimento i riti funebri. “Io seguo le leggi sacre e incrollabili degli dèi, leggi non scritte, di quelle io un giorno dovrò subire il giudizio”: questa è la posizione di Antigone contro Creonte. Finirà chiusa in una caverna, e in quella caverna morirà suicida.

Questa è l’Antigone di Sofocle: è l’eroina della legge naturale universale, legge che precede e giudica le leggi degli uomini. Ma in tutto ciò Beppino che c’entra?

  • Englaro è nemico giurato della legge naturale universale, essendo promotore del suo opposto, la cosiddetta “autodeterminazione”.

  • Englaro non si è mai opposto allo Stato, anzi ha preteso che lo Stato gli desse l’autorizzazione a procedere, con il decreto della Corte di Appello di Milano.

  • Englaro non è stato rinchiuso in una caverna; imperversa invece in giornali, libri, TV, scuole, teatri.

  • De Monte, che ha attuato per conto di Englaro il “protocollo di Udine”, è così sicuro della tutela statale che può permettersi di chiedere 2 milioni di euro di risarcimenti agli oppositori: Gian Luigi Gigli, Avvenire, il Giornale.

Nulla in comune tra Antigone e Beppino.

Antigone si è invece concretizzata in Thomas More, il santo inglese patrono dei politici: Thomas More, per amore della legge naturale universale, cioè per amore della verità, si oppose a Enrico VIII e per questa opposizione perse prima la libertà e poi la vita. Fedele collaboratore di Enrico VIII quando era solo un re peccatore; fermo oppositore di Enrico VIII quando il re volle stravolgere per decreto i concetti di bene e di male.

Come Antigone, Thomas More sfidò la ragion di stato per amore della verità”: questo è un parallelo che funziona.

Englaro, il cittadino che ogni Amministrazione vorrebbe avere. Il “protocollo di Udine”, un atto di amore. “Un po’ crudeli” le suore che accudivano Eluana (così le ha definite Englaro qualche giorno fa). Englaro, limpido come l’eroina di Sofocle. Propaganda, propaganda, propaganda,…

Poi uno sfoglia “Eluana – i fatti” di Lucia Bellaspiga e Pino Ciociola e rivede il “gruppo Englaro” nella sua nuda realtà. E la realtà è tutta un’altra cosa.

Cordiali saluti

Giovanni Lazzaretti

 
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