Home Lettere ai giornali e varie 2011-02-12 La canea dei virtuosi
2011-02-12 La canea dei virtuosi PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Domenica 03 Aprile 2011 19:06

San Martino in Rio, 6-12 febbraio 2011

Caro Direttore,

questi sono i giorni di Eluana. 2 febbraio: prelevata da Lecco; 3 febbraio: arriva a “La Quiete” di Udine; 6 febbraio: sospensione di alimentazione e idratazione; 9 febbraio: morte; 12 febbraio: funerale.

Chi gestì la vicenda Englaro? Tante persone, ognuna con la sua parte o particina. Ricordiamo qualche nome, in ordine alfabetico: Campeis (1), Defanti (2), De Monte (3), Englaro, Honsell (4), Mori (5), Renzulli (6), Saviano (7), Tondo (8), e tanti altri.

Chi li ha combattuti? Tanta gente, con piccole e grandi responsabilità. Ma se dovessi modificare un po’ la domanda: “chi li ha combattuti in virtù del suo ruolo e con rischio personale?” allora direi 4 nomi. Dino Boffo, direttore di Avvenire, Mario Giordano, direttore del Giornale, Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, Gian Luigi Gigli, coordinatore della commissione ministeriale sugli stati vegetativi.

L’opera di informazione di Boffo è nota e parte da lontano. Giordano schiera il Giornale nelle ultime settimane, “con alcuni servizi e interventi fondamentali”, come dice lo stesso Boffo. Berlusconi promulga il decreto “salva Eluana”, inefficace ma importante, perché schiera Berlusconi dalla parte giusta e costringe il Presidente Napolitano a rivelarsi. Il ruolo di Gigli è meno noto, ma molto significativo, tanto che è il primo dei denunciati dal “gruppo Englaro” (9).

Fu una battaglia della quale, dopo soli 2 anni, cominciamo a perdere i contorni. Boffo la descriveva così.

[…] Una battaglia, prosegue Boffo, "nella quale hanno trovato a Udine dei meravigliosi alleati. Una cupola di indole massonica, che ha messo in campo una solidarietà formidabile, cementata in modo trasversale, capace di superare qualsiasi appartenenza politica, di categoria, di professione". […]

"la rivoluzione antropologica da qualcuno brillantemente studiata a tavolino non è riuscita. Non sono stati sovvertiti i codici della civiltà, nonostante la formidabile strategia messa in atto e nonostante le minacce che sono arrivate anche a noi. Le abbiamo registrate, le abbiamo attentamente ascoltate. Poi abbiamo detto, tutti insieme, con la mia magnifica redazione, fatta di persone appassionate della vita, che scattano senza nemmeno bisogno di chiederglielo: benissimo, abbiamo detto, si va avanti".

(intervista di Nicoletta Tiliacos a Dino Boffo, il Foglio 20 febbraio 2009)

Morta Eluana, non finisce certo la vicenda. Da una parte l’apparente vincitore Englaro (che, stando alle sue dichiarazioni, doveva ritirarsi nel silenzio) inizia a essere onnipresente. Dall’altra parte l’apparente perdente Boffo continua a lavorare per la verità. Grazie ai suoi giornalisti Lucia Bellaspiga e Pino Ciociola prepara il libro “Eluana – I fatti” (ed. Ancora e Avvenire), prezioso per chiunque voglia ricordare.

L’uscita del libro non è indolore. Il 12 marzo 2009, alle 11.49, viene registrato un accesso al sistema informatico del casellario giudiziale, allo scopo di acquisire informazioni sulla posizione penale di Boffo (10).

Su Boffo si addensano segnali che lo “sconsigliano” dal far uscire il libro. Alla fine il libro esce, ma per Boffo iniziano i guai: in maggio comincia a circolare tra i vescovi una “informativa” che lo mette in cattiva luce. La falsa informativa probabilmente è stata costruita a partire dall’accesso del 12 marzo al casellario giudiziale; l’inchiesta è ancora in corso.

A maggio abbiamo anche l’opportunità di ascoltare Gian Luigi Gigli a Correggio (è capolista UdC alle europee nel Nord-Ovest) e possiamo comprendere meglio la rete friulana che ha gestito la vicenda Englaro. Purtroppo Gigli non arriverà in Europa: viene superato da Tiziano Motti, che doveva candidarsi con il PdL e che passa invece nelle liste UdC all’ultimo secondo. Motti fa la sua campagna e non ha colpe, ma nessuno fa una vera campagna per Gigli, e qui le colpe si sprecano. Fuori uno.

In aprile/maggio del 2009 inizia il “caso Noemi” e in giugno prende il via la vicenda “escort”: il Berlusconi che riesce a superare tutte le tempeste giudiziarie comincia ad essere attaccato sul piano della “morale sessuale”.

Nell’agosto 2009 Feltri trasloca al Giornale e per Mario Giordano è tempo di farsi da parte. Tutti i riflettori su Feltri, così la gente nemmeno legge il saluto di Giordano: “Non volevo andare via, mi avevano promesso un progetto a lungo termine”, questo è il succo. Fuori due.

Qualche giorno dopo Feltri spara la famosa “informativa” contro Boffo. Boffo, l’unico direttore che ha mantenuto uno stile impeccabile sul “caso escort”, dopo una settimana salta. Fuori tre.

A dicembre 2009 Feltri ammette: ha confrontato l’informativa col fascicolo del procedimento di Terni a carico di Boffo e l’informativa è palesemente falsa. Qualcuno l’ha fatto “sparare” con un’arma falsa.

A febbraio 2010, un anno fa, iniziano le intercettazioni attorno alla villa di Arcore. A ottobre 2010 scoppia il “caso Ruby”, sempre sulla linea “Berlusconi – morale sessuale”.

In autunno c’è l’apparizione di Englaro nella trasmissione di Fazio e dell’immancabile Saviano: una passata televisiva importante per rivitalizzare il personaggio, visto che comincia ad apparire qualche smagliatura (l’11 giugno Pisa ha bocciato la proposta di farlo cittadino onorario).

A gennaio 2011 la bomba di “morale sessuale” su Berlusconi è davvero eclatante: il caso “escort” dell’estate 2009 ha infatti mostrato che ci vuole una bomba molto potente per abbattere il premier. Bomba sganciata grazie a violazioni del segreto istruttorio, come accade ormai troppo spesso in Italia.

Ma come? Sono partito da Eluana e mi trovo a parlare di Berlusconi?

Certo, che altro devo fare?

Qualcuno può credere che l’area di pensiero che approva contraccezione, divorzio, aborto, fecondazione artificiale, uso di droghe, sesso libero, sia davvero preoccupata dell’immoralità del premier?

Chi promuoveva la manifestazione “Dimettiti” di sabato 5 febbraio a Milano? L’associazione “Libertà e Giustizia”. Con Gustavo Zagrebelsky, nemico giurato della legge naturale universale (11). Con l’onnipresente Roberto Saviano, sponsor televisivo del “diritto a morire”. E Beppino Englaro è “socio onorario” dell’associazione (12).

L’Italia che mette la morale sotto i tacchi vuole abbattere Berlusconi attraverso la “morale sessuale”, utilizzando tra l’altro la metodologia illegale e immorale di usare documenti che dovrebbero appartenere al segreto istruttorio.

Inizia la canea dei “virtuosi”, ed è una cosa un po’ disgustosa. Si comprende bene, in questo clima, la frase del monaco Anatoli nel film “L’isola”: “La virtù, quando si presenta davanti a Dio, puzza”.

Puzza questa virtù, perché il motivo dell’abbattimento non c’entra nulla con la “morale sessuale”: Berlusconi deve cadere perché è l’ostacolo che ha impedito l’apparizione della “dolce morte” in Italia.

Saviano il 5 febbraio ha fatto uscire l’articolo “Il diritto di sognare un’Italia pulita”. Qui mette nella categoria dei “dissenzienti” Boffo, Fini, Ilda Boccassini.

Non fa ridere questo accostamento?

Ilda Boccassini non fa parte della magistratura? Da che cosa dovrebbe essere “dissenziente”?

Fini accostato a Boffo? A me risulta che il “bombardamento” su Fini sia stato del tutto inefficace, visto che se ne sta tranquillamente al suo posto di Presidente della Camera. Boffo invece non è più direttore di Avvenire. Non facciamo paragoni risibili.

Da che cosa è “dissenziente” Boffo? Certamente da Fini, basta ricordare le vicende del referendum 2005. Certamente da Saviano, basta confrontare gli Avvenire del febbraio 2009 con l’articolo di Saviano “Chiedete scusa a Beppino Englaro”.

Saviano arruola Boffo tra i suoi amici “dissenzienti”, mentre la vicenda Englaro mostra che Boffo era certamente avversario di Saviano, in totale dissenso con lui. Non suona strano tutto ciò?

Caro Berlusconi, non le diedi il voto nel 2008, per cui potrei tranquillamente disinteressarmi della sua sorte. Però, poiché prego tutti i giorni per lei secondo il comando di San Paolo, non riesco a disinteressarmi. Dicono che lei ha commesso molte volte adulterio dal tempo in cui lasciò sua moglie, ma i suoi peccati non mi riguardano, mi bastano i miei. Spero che possa superare tutto di slancio compiendo l’unica opera che interessa a Dio: “Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”, e che dica questa frase nel posto giusto, un confessionale. Fatto questo, può darsi che il Padre le dica un giorno “Bene, servo buono e fedele…”. Per quali meriti? Certamente per il decreto “salva Eluana”.

Giovanni Lazzaretti


NOTE

  1. Giuseppe Campeis, legale di Englaro.

  2. Carlo Alberto Defanti, neurologo di Eluana dal 1995

  3. Amato De Monte, anestesista, capo dell’équipe che gestisce il “protocollo” di Udine su Eluana.

  4. Furio Honsell, sindaco di Udine

  5. Maurizio Mori, della “Consulta di Bioetica onlus”, che si esprime così: […] il caso di Eluana è importante per il suo significato simbolico. Da questo punto di vista è l'analogo del caso creatosi con la breccia di Porta Pia attraverso cui il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono nella Roma papalina. Come Porta Pia è importante non tanto come azione militare quanto come atto simbolico che ha posto fine al potere temporale dei papi e alla concezione sacrale del potere politico, così il caso Eluana apre una breccia che pone fine al potere (medico e religioso) sui corpi delle persone e (soprattutto) alla concezione sacrale della vita umana. Sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali implica abbattere una concezione dell'umanità e cambiare l'idea di vita e di morte ricevuta dalla tradizione millenaria che affonda le radici nell'ippocratismo e anche prima nella visione dell'homo religiosus, per affermarne una nuova da costruire. (Maurizio Mori “Il caso Eluana Englaro. La ‘Porta Pia’ del vitalismo ippocratico ovvero perché è moralmente giusto sospendere ogni intervento”, editore Pendragon).

  6. […] A quel punto diventa fondamentale il ruolo di Daniele Renzulli, un altro socialista di antica data, considerato l’ex ministro ombra della Salute del Psi […] “E’ stato fondamentale. Una mente eccelsa. Senza di lui non ce l’avrei fatta a muovermi nei meandri della sanità friulana” (intervista all’avvocato Campeis, Marco Imarisio, www.corriere.it, 11 febbraio 2009).

  7. Roberto Saviano, autore dell’articolo “Chiedete scusa a Beppino Englaro” pubblicato il 12 febbraio 2009 su Repubblica (il giorno prima lo stesso articolo è pubblicato in Spagna da El Pais) e “sponsor” permanente di Englaro.

  8. Giuseppe Tondo, presidente della regione Friuli - Venezia Giulia.

  9. De Monte ha fatto una richiesta di risarcimento di 2 milioni di euro nei confronti Gian Luigi Gigli e dei quotidiani Avvenire e il Giornale (vedi Anna Buttazzoni, Messaggero Veneto, 13 gennaio 2010).

  10. Questo risulta dall’inchiesta condotta dal pm di Napoli Gianfranco Scarfò (vedi Avvenire di oggi, sabato 12 febbraio 2011). Il periodo approssimativo era noto; il fatto di avere adesso una data, con tanto di orario, ci dà la certezza che l’attacco a Boffo inizia a marzo e non ha nulla a che vedere con la vicenda estiva delle “escort”.

  11. Si veda il prezioso (in senso negativo) articolo: “Le false risposte del diritto naturale” di Gustavo Zagrebelsky, da “La Repubblica” del 4 aprile 2007.

  12. Così si rileva dal loro sito, 14 giugno 2010.

 
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