Home Lettere ai giornali e varie 2009-09-09 Avvenire - Boffo Giordano
2009-09-09 Avvenire - Boffo Giordano PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Lunedì 07 Dicembre 2009 17:58

San Martino in Rio, 9 settembre 2009


Caro Direttore,

  1. perché Dino Boffo è stato colpito? Perché, secondo Feltri, era “il capo dei moralisti scatenati”. Dare del “moralista” a Boffo è già una falsità, ma ci può stare. Dargli del “moralista scatenato” fa sorridere: per quanto uno sfogli Avvenire, gli effetti di questo “scatenamento” non si trovano. Ma che addirittura sia “il capo”, che guida Ezio Mauro e non so chi altri, questo fa ridere. Evidentemente la motivazione dell’attacco è un’altra.

  2. Sono stati colpiti altri con Boffo? In apparenza, sì. Nei giorni seguenti viene attaccato Ezio Mauro direttore di Repubblica. L’attacco è da solletico: se la parola “molestie” riferita a Dino Boffo può anche far indignare i lettori del Giornale, il caso dell’appartamento di Ezio Mauro pagato parzialmente in nero non fa sobbalzare nessuno (anzi, parecchi avranno detto “mica stupido”).

  3. Quanti direttori sono saltati in questa sciagurata vicenda? In apparenza uno. In realtà due, perché è saltato anche Mario Giordano del Giornale. Nel suo saluto ai lettori ha raccontato che era lì per un progetto a lungo termine e che non voleva andare via.

  4. Chi è il “mandante” di Feltri? La dissociazione di Berlusconi mi è sembrata autentica. Ho avuto l’impressione che Feltri fosse convinto di cannoneggiare per conto di Berlusconi e che invece si sia trovato improvvisamente con “mandante ignoto”.

Riassumendo: motivazione fasulla, Ezio Mauro attaccato solo in apparenza, Mario Giordano silurato nella sostanza, “mandante” incerto. Forse la vicenda va rivista, forse l’innesco non viene dalla vicenda “Berlusconi – escort”.

Andando indietro di qualche mese, qual è l’altro caso che ha diviso l’Italia? Risposta facile, è il caso Englaro.

Allora mi è venuto in mente il lungo articolo - intervista che ha segnato la condanna di Boffo. Si intitola “Ma i massoni hanno perso”, Nicoletta Tiliacos, il Foglio 20 febbraio 2009.

Qui Boffo descrive sinteticamente il gruppo che ha gestito il caso Englaro: “Una cupola di indole massonica, che ha messo in campo una solidarietà formidabile, cementata in modo trasversale, capace di superare qualsiasi appartenenza politica, di categoria, di professione”.

Qui Boffo cita (oltre al Foglio) il suo unico alleato; prima della morte di Eluana, nelle ultime settimane, con Avvenire “si è schierato il Giornale, con alcuni servizi e interventi fondamentali”.

Eccoli assieme Boffo e Giordano, i due che hanno combattuto la buona battaglia nel caso Englaro, i due silurati di oggi. La vicenda “Berlusconi – escort” è la tipica “false flag” che distoglie l’attenzione dal vero motivo dell’attacco.

Fantasie? Forse. Niente può essere provato, né mai scopriremo il mandante. Ma almeno sono fantasie fondate su una base logica. L’immagine di Boffo “capo dei moralisti scatenati” è invece una favoletta, un po’ come il lupo a monte che accusava l’agnello a valle di sporcargli l’acqua.

Cordiali saluti

Giovanni Lazzaretti

 
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