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4 - Per una volta l'alieno sono io PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Lunedì 18 Febbraio 2013 18:25

Eutanasia (1) non significa “dolce morte”? A me sembra che la legislatura non sia morta in modo così dolce…

Un’altra cosa. Noi abbiamo paura del secondo pilastro (2). Intanto perché è nuovo. E poi perché temiamo che tu tiri fuori argomenti matematici troppo difficili per noi. Allora, per una volta, perché non vieni da noi a fare la parte dell’alieno? (3)

Ho pensato di fare così. Stasera preparo una tavola con robetta salata e dolce di buona qualità. Bevande assortite. Caffè a volontà. Invito l’Olga, l’Ivana, e le altre più interessate. Non è una vera cena, ma riempie come una cena. Mentre pizzichiamo, noi ti facciamo le domande e tu rispondi.

Non dire di no perché mi arrabbio.

Ciao

Irma

 

 

 

San Martino in Rio, 14 febbraio 2013, santi Cirillo e Metodio

 

Cara Irma,

la parola eutanasia l’ho usata apposta. Mi è venuta in mente osservando la famosa foto fatta (con un telefonino?) dopo lo “storico” vertice del 18 aprile 2012. Bersani, Alfano, Casini, seduti. Dietro di loro Monti, in piedi.

Sorrisetto di Bersani, Alfano col viso sereno e lo sguardo perso verso il soffitto, Casini con un sorriso – risatina.

Alfano era il leader di un partito a cui hanno scippato il governo.

Bersani era uno che avrebbe vinto le elezioni senza problemi, se Napolitano avesse sciolto subito le camere nel novembre 2011 dopo la caduta di Berlusconi.

Casini si era messo al servizio di Monti, ossia di uno che, se andava in politica come poi è stato, gli avrebbe mangiato i consensi al centro.

Viene da dire: ma cos’hanno da ridere quei tre?

Dolce morte, li hanno eutanasizzati. Serene pecorelle, se ne stanno ai piedi di Monti, buon pastore.

E’ stato uno dei momenti più tristi della legislatura. “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il popolo, che aveva votato Alfano Bersani Casini, stava simbolicamente seduto. Le forme e i limiti della Costituzione se ne stavano in piedi.

Ci vediamo stasera

Giovanni

 

[Non so se siete mai stati a casa dell’Irma. Le sue tavolate di stuzzichini sono superlative, paragonabili a quelle di mia cognata. Non potevo certo dire un “no”. C’erano 7 casalinghe, tre erano col marito. Il seguito di questo testo non è quindi una lettera, ma è un po’ la sintesi della serata: spero di non aver dimenticato nulla. Ho aggiustato il linguaggio delle domande, perché alcune usano anche frasi in dialetto. Ho messo le domande a volte come se fossero collettive, a volte come personali, come mi veniva. Hanno parlato un po’ tutti, non solo l’Irma.]

 

Partiamo dalla frase del primo testo, che ci ha spaventate “aggiungiamo la difesa della proprietà privata tra i princìpi non negoziabili, principio non negoziabile attaccato da un metodo matematico diabolico ideato da un liberismo sorridente e criminale”. Non eravamo spaventate per il fatto in sé, ma perché temevamo di non essere in grado di capire. Prima domanda: perché questa cosa viene fuori nel 2013 e non l’avevi tirata fuori nel 2008?

Perché nel 2008 non ero pronto. Avevo intuito una serie di cose, ma non avevo ancora scritto niente di organico sul tema. E poi quando ti sembra di capire qualcosa di nuovo o di insolito hai sempre paura di aver capito male, cerchi riscontri da qualcuno che ne sa di più, ci vuole tempo e studio.

La prima cosa organica la scrissi in occasione del Forum di Santa Lucia del 13 dicembre 2008 (4). Poi ho continuato a studiare la questione per altri 4 anni, nel novembre scorso ho tenuto anche una conferenza dove ho visto che le persone capivano quello che dicevo e dove ho constatato di saper rispondere a tutte le domande (su una sono stato sul generico perché mi mancavano delle informazioni). Quindi nel 2008 non potevo, mentre oggi posso.

Cos’è questo “metodo matematico diabolico”? Come funziona?

Ho cercato di sintetizzarlo in una formula, da mandare a memoria. “Se l’ente che emette il denaro è il medesimo ente che presta quel medesimo denaro a interesse, il debito del mondo, per motivi matematici e non per la buona o cattiva volontà dei popoli, è impagabile”. Mandatela a memoria, e poi ne ragioniamo.

Dura da mandare a memoria, figuriamoci capirla.

Eppure non è difficilissima. Avete mai annusato le lemondine?

Cosa sarebbero?

Un nuovo fiore che produce il mio amico Guido. Le produce solo lui, è un innesto complicato di fiori tropicali. Voi andate da lui, lui ve le fa annusare, ve ne innamorate e le volete. Ne chiedete 10. Ma lui non ve le vende, ve le presta. Ne prendete 10 e tra un anno gliene riportate 11.

E come facciamo a riportarne 11 se le produce solo lui e ce ne ha date solo 10?

Ecco, vedete che è già tutto chiaro? Come facciamo noi, mondo globale, a restituire 101 al sistema bancario quando il sistema bancario ha emesso solo 100 e ci ha prestato solo 100? Solo che con le lemondine voi potete dire a Guido “tienile tu, vado a comprare delle primule”, mentre col sistema bancario non hai scelta, perché la moneta la emette solo lui (5) e tu della moneta ne hai bisogno.

Ma io non ho mai avuto soldi a interesse dalle banche, i soldi li ho sempre guadagnati e non li ho mai presi a prestito.

Non fare confusione. Quando tu guadagni i soldi, l’emissione del denaro è già avvenuta. La vendita di un oggetto o lo stipendio di un dipendente sono il trasferimento da una persona (o ditta) ad altra persona (o ditta) di denaro che esiste già. E’ al momento dell’emissione che avviene l’innesco del metodo matematico perverso.

Ma la carta moneta non la emettono gli Stati?

In Italia un tempo lo faceva la Banca d’Italia. Adesso lo fa la Banca d’Italia tramite la BCE.

Appunto. Lo fa lo Stato tramite la Banca d’Italia.

No, la Banca d’Italia è una ditta privata. I proprietari della Banca d’Italia sono le banche private, più una piccola percentuale di proprietà di INPS e INAIL. Bankitalia non è proprietà dello Stato, in nessuna maniera. A questa ditta privata lo Stato ha delegato l’emissione monetaria.

[L’Olga nasconde la faccia dietro un cuscino mentre fa la domanda] Ma è l’oro della Banca d’Italia a garantire il valore dei soldi?

No. Il valore della moneta non è garantito da nulla: per emetterla basta che l’ente preposto (ossia il sistema bancario) abbia la volontà di emetterla. In questo atto il sistema agisce come Dio creatore: crea dal nulla.

In un sistema intelligente il valore del denaro dovrebbe essere commisurato e garantito dal PIL del popolo che lo usa, invece i nostri solerti governanti bancari usano il PIL per sapere di quanto possono indebitare un popolo.

Torniamo alla tua formula, sono riuscita a mandarla a memoria. L’ente che emette il denaro è la banca, giusto?

Giusto. Diciamo il sistema bancario, per essere più precisi.

Emette 100, ma quei 100 non li mette in circolo gratis.

Certo. Ne emette 100, ma ne vuole indietro 101. Da chi, non importa: singolo, famiglia, ditta, Stato.

Quindi anche il popolo più sobrio e volenteroso non potrà mai pagare.

Non è così. Il SINGOLO popolo volenteroso potrà pagare. Ma l’insieme di tutti i popoli, anche se sobri e volenterosi, non possono pagare.

Ma raccontato da te il metodo sembra semplice. Possibile che nessuno se ne accorga?

Il metodo lo conoscono in molti. Il problema è che non hanno alcun interesse a farlo capire agli altri, perché da quel metodo traggono immense fortune. Anzi, organizzano una rete di economisti e giornalisti appositamente stipendiati per far sì che non se ne parli mai. O se ne parli erroneamente.

E i piccoli, ossia coloro che vivono di lavoro, generalmente non riescono a capire il metodo, perché c’è quella ovvietà subdola che li fa pensare in modo erroneo.

Che ovvietà?

Quella che ho detto prima per gli Stati.

Il piccolo vede la cosa ovvia che vediamo tutti. Vede cioè che esistono individui o famiglie che vivono senza debiti, oppure pagano regolarmente i loro debiti.

“Se il tale riesce a vivere senza debiti, posso riuscirci anch’io!”.

E questo è verissimo. Il singolo uomo, la singola famiglia, il singolo Stato, POSSONO vivere senza debito. Ma l’insieme di tutti gli uomini, l’insieme di tutte le famiglie, l’insieme di tutti gli Stati, NON POSSONO. Il metodo matematico si regge su questo: far credere che ciò che riesce a fare il singolo uomo possa avvenire CONTEMPORANEAMENTE per tutti gli uomini. Questo è matematicamente impossibile.

Ditemi voi se questo metodo non è diabolico. Perché il comunismo, espropriando tutti, era una gran brutta cosa. E aveva bisogno di un arcipelago Gulag per reggersi.

Questo metodo drena soldi da chi lavora per darli a chi non lavora, depaupera i poveri e arricchisce i ricchi, e lo fa senza che nessuno abbia mai moti di ribellione contro gli organizzatori: questa è una cosa che fa venire i brividi. Liberismo sorridente e criminale: ogni tanto qualche Stato esplode, loro contemplano le macerie, e si riparte col nuovo debito.

Quindi il metodo consiste in… Accidenti, mi sembra di aver capito ma non riesco a esprimermi.

Il metodo consiste in un debito globale matematicamente impagabile. E poiché un debito produce interessi passivi, esiste un flusso di interessi passivi (soldi tolti dall’economia e trasportati al sistema bancario) che non può mai essere arrestato.

E’ come un’emorragia permanente generata dalla presenza di un tumore (spero di non aver detto una bestialità medica). Emorragia che si fermerà solo con la morte del corpo.

Caffè?

Caffè e due pastine.

Però gli sprechi ci sono in Italia, li vediamo tutti. Non dobbiamo attaccare prima gli sprechi e poi pensare agli interessi passivi?

Bisogna guardare i numeri. Su 512 miliardi di euro di uscite dello Stato nel 2011, circa 74 miliardi sono di interessi passivi, il 14% più o meno. E’ la più grossa spesa dello Stato: pensa che il Ministero dell’istruzione spende 53 miliardi, tanto per fare un paragone.

C’è uno spreco? Benissimo. Se lo localizzi, eliminalo. Ma subito dopo, caro Stato italiano, ricordati che le tasse che ci prendevi dovevano coprire anche quello spreco. Se lo spreco non c’è più, le tasse devono calare.

Insomma siamo ingabbiati nella trappola degli interessi passivi.

Non è una trappola per tutti. Per la casta, quella che io chiamo “casta del capitale autoalimentato”, è una bellissima macchina, sempre in moto, efficiente e ben oliata.

Ci salteremo fuori?

Come salteresti fuori dal problema delle lemondine? Io vedo tre strade.

- O il mio amico Guido presta le lemondine senza interessi, e allora per un anno le annusiamo e dopo un anno le restituiamo;

- oppure ci deve essere la possibilità di lasciar perdere le lemondine e rivolgersi a un fiore alternativo;

- oppure Guido insegna ad altri come si coltivano.

Fuor di metafora:

- O l’emissione di denaro avviene gratis, senza interessi passivi, dopo di che gli interessi passivi riguarderanno solo i prestiti di denaro già emesso, non il denaro in fase di emissione;

- oppure si creano metodi di commercio con mezzi di pagamento alternativi al denaro bancario;

- oppure si diversificano le fonti di emissione del denaro.

E quale relazione c’è con le elezioni politiche?

Poiché esiste questo metodo diabolico, violatore della legge naturale sul pilastro della “proprietà privata”, occorre vedere se le forze politiche fanno qualche proposta di riparazione, oppure se fanno proposte peggiorative, oppure se si disinteressano.

Sarà quindi un ulteriore parametro di giudizio per le forze in campo. Ed è un giudizio “di primo livello”, identico a quello che si può dare sull’aborto o sui conviventi gay.

 

[Ultime chiacchiere, ultima fetta di torta, ultimo caffè tanto dormo lo stesso. E poi subito a casa a fare una sintesi scritta. Grazie, Irma. Proprio una bella serata. Ma stavolta faccio notte fonda.]

 

 

 

NOTE

(1) Vedere il testo precedente “1303 – Eutanasia di una legislatura”

(2) Vedere il testo “1301 – Ripasso generale”

(3) Nel sito www.carairma.it, sezione “Lettere ai giornali e varie” e (quando sarà pronta) nella sezione “Banche e finanza” ci sono una serie di testi della serie “passeggiando con l’alieno”; l’alieno cammina con me lungo il cosiddetto “giro di Trignano” e nel frattempo mi ammaestra.

(4) Nel sito www.carairma.it, sezione “Lettere ai giornali e varie” trovate il testo “2008-12-13 Piccolo prontuario di fronte alla situazione economico – finanziaria”

(5) In realtà ci sono due piccole emissioni non bancarie: le monete metalliche, emesse dallo Stato secondo limiti fissati dalla BCE, e le emissioni da parte di falsari.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Febbraio 2013 18:25
 
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