Home Elezioni 2008 33 - Consuntivo economico del governo Prodi
33 - Consuntivo economico del governo Prodi PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Mercoledì 05 Marzo 2008 15:49

San Martino in Rio, 3 marzo 2008

 

Cara Irma,

riprendo il consuntivo della mini legislatura che volge al termine. Detta la verità sulla legge elettorale, possiamo esaminare l’attività del governo.

Romano Prodi ogni tanto fa pubblicamente il suo consuntivo:

-          ha ridotto il deficit pubblico;

-          ha stanato una parte dell’evasione fiscale;

-          ha aumentato il gettito fiscale dello Stato;

-          ha creato un “tesoretto” che, se il governo fosse durato, sarebbe andato a beneficio dei più poveri.

Dice la verità Romano Prodi?

Sì e no.

Probabilmente (1) ha raggiunto questi obiettivi, ma chiunque potrebbe contrapporgli altri parametri negativi, a controbattere le sue affermazioni. Potrei dirgli che la mia famiglia (che è una famiglia di dipendenti e non di evasori) ha peggiorato la sua situazione in questi due anni. Potrei dirgli che le aziende piccole e piccolissime non sono contente (2). Potrei dire che la famiglia che non arrivava a fine mese nel 2006 continua tuttora a non arrivare a fine mese, anzi ha peggiorato (benzina, bollette, mutui).

Sono anche accadute due cose grosse, gestite male: lo sciopero degli autotrasportatori e la crisi dei mutui casa a tasso variabile.

Concedere tutto agli autotrasportatori, dopo aver messo in crisi il Paese con una settimana di sciopero e di blocchi stradali, è stata una figuraccia. O fai la Margaret Tatcher che tiene duro fino alle estreme conseguenze (3) oppure, appena parte lo sciopero, cali subito le braghe e almeno non metti in ginocchio il Paese.

La crisi dei mutui a tasso variabile è una cosa più grave, perché tocca i deboli nel vivo. Anche qui la faccenda è stata gestita male: “rinegoziare il mutuo a costo zero” è stato lo slogan che è circolato per un po’. Peccato che la rinegoziazione sia stata spesso solo un abbassamento della rata mensile, con allungamento del tempo del mutuo: un costo zero solo teorico, ma tanto che importa? Nessun utente normale è in grado di confrontare il pezzo di mutuo che viene annullato con il nuovo mutuo che gli viene proposto: ha solo la necessità di accettare, e in fretta, le nuove condizioni perché non riesce a reggere la rata mensile.

Bene. Ti ho segnalato alcuni parametri negativi che Prodi non cita. Ma, elencandoli, non gli sto facendo un atto d’accusa. Ho infatti la netta sensazione che Berlusconi non avrebbe fatto meglio. Dico di più: ho la netta sensazione che nessuno potrà fare meglio.

L’economia si rivela sempre più per quello che è: una variabile molto aleatoria nei risultati e ben poco controllabile dai governi. Il motivo è semplice: l’economia è ormai la schiava della finanza. Ti ricordi quel piccolo trafiletto di Avvenire che ti diedi mesi fa? Comunicava ciò che tutti sanno e che nessuno dice: che il petrolio virtuale è 8 volte il petrolio reale. Per ogni barile di petrolio necessario all’economia, girano altri 8 barili “finti” che servono solo alla speculazione. 8 a 1, 89% finanza speculativa 11% economia reale. E questo purtroppo non vale solo per il petrolio.

Ecco perché i programmi economici fanno (sor)ridere. Se anche un governo avesse in mano tutte le leve dell’economia (e non le ha tutte in mano) sarebbe comunque il gestore di una barchetta che pesa 11 in un mare in burrasca che pesa 89. Il programma economico più saggio sarebbe questo: “Faremo ciò che potremo; a consuntivo ci promuoverete o ci boccerete”.

Non c’è speranza, il problema del nostro tempo è ridimensionare la finanza e la speculazione, se si vuole riuscire a far qualcosa per l’economia reale.

Lasciami sognare, per una volta.

Io sogno uno Stato indebitato. Indebitato in modo non usuraio, direttamente coi suoi cittadini, senza intermediazione bancaria. “Cittadini, vogliamo costruire il ponte sullo stretto di Messina. Siamo convinti che questa opera migliorerà l’economia e potremo finanziarla con le maggiori entrate derivanti dalla crescita economica. Per finanziare l’opera chiediamo i vostri prestiti, al tasso del 3%, emettendo dei buoni appositi. I buoni o li tenete voi, o li presentate all’incasso presso le tesorerie comunali, dopo averli tenuti almeno 2 anni”.

Fa ridere, vero? I cittadini direbbero: “Tasso del 3%??? Ma il gestore tal dei tali mi offre molto di più!” “Buoni cartacei nel 2008? Nell’epoca dei futures?”. Ridono. Ridono fino a quando non capita il caso Bipop, o Parmalat, o bond argentini, e qualcuno (tanti) perdono interessi e capitale.

Un prestito reale, fatto a un ente reale, con un tasso reale, per un’opera reale (ho detto ponte di Messina, ma puoi inventarti qualunque altra cosa) non può che far ridere i gestori della finanza creativa.

Ho un altro sogno: il governo che bacchetta le banche.

“Banca tal dei tali, vieni qui! E’ il tuo governo che ti chiama! E’ vero che hai stipulato un mutuo prima casa da 500 euro al mese a tasso variabile a una famiglia che aveva 1100 euro di reddito mensile?”

“Sì, è vero…”

“E’ vero che adesso pagano 650 euro al mese a causa dell’aumento dei tassi?”

“E’ vero anche questo…”

“E’ vero che li hai persuasi a sottoscriverlo con slogan del tipo ‘Il mutuo è come pagare l’affitto a te stesso!’ (4) o robe simili?”

“Sì…”

“Male, molto male. Non mi sembri un soggetto adatto a gestire queste cose. Adesso facciamo così, visto che a questi poveracci tenti anche di portare via la casa: il mutuo era troppo a rischio ed è estinto; viene creato un nuovo mutuo a tasso fisso deciso dal governo. E da ora in poi ti vieto di stipulare mutui a tasso variabile con famiglie che non abbiano almeno X euro di reddito mensile, e con impieghi a tempo indeterminato”.

Un sogno. In realtà sono le banche (che nessuno di noi ha eletto) a dare ordini ai governi (che, più o meno, abbiamo eletto). Pazienza.

Scusami, ho divagato, sono le 6 del mattino e torno a letto per mezz’ora. Prometto che domani o dopodomani arrivo al dunque.

Faremo il consuntivo antropologico (5) del governo Prodi.

 

Buona giornata.

Giovanni.

 

NOTE

(1)    Probabilmente. E’ possibile che il bilancio dello Stato sia migliorato, ma è possibile che contemporaneamente siano stati introdotti danni strutturali che danneggeranno il bilancio nel futuro. Ti faccio un esempio: quante scuole non statali hanno chiuso nel biennio 2006-2008 per il mancato aumento dei fondi per la parità? Il mancato aumento dei fondi ha certamente aiutato il bilancio dello Stato oggi, ma la chiusura di una scuola non statale porta a un danno ben peggiore nei bilanci futuri (le scuole di Stato costano il doppio di quelle non statali, nella gestione ordinaria; inoltre, per ogni scuola non statale che chiude, c’è un nuovo edificio di Stato da costruire).

(2)    Quanto meno hanno dovuto spendere in software, tempo e commercialista per gestire i nuovi elenchi clienti e fornitori telematici. Non sto a spiegarti cosa sono: sono comunque uno strumento che ha bisogno di almeno due anni per andare a regime, e mi è sembrata una pazzia introdurlo quando la maggioranza di governo era così precaria. Scommettiamo che, se vince Berlusconi, Tremonti elimina questi elenchi? Una grossa spesa inutile.

(3)    La Tatcher lo fece nel 1984 in occasione dello sciopero a oltranza dei minatori. Ma questo governo, che raccoglieva da Bertinotti a Dini, non era certo attrezzato per fare battaglie del genere.

(4)    Lo slogan non è veritiero per diversi motivi: innanzitutto la rata del mutuo in sostituzione dell’affitto è pagata a te stesso solo per la parte del capitale mentre va alla banca per gli interessi; in secondo luogo quando si paga un affitto si danno soldi all’economia, mentre pagando un mutuo si danno soldi alla finanza; in terzo luogo, se smetti di pagare l’affitto, alla peggio ti sfrattano, mentre qui perdi la casa per la quale hai già sborsato un bel malloppo.

(5)    Ti ricordi come ti aveva spaventato questa parola nel 2006? Adesso sento che la usi anche al bar con le amiche.

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Marzo 2008 17:46
 
Copyright © 2024 Cara Irma.... Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.