Home Elezioni 2006 18 - L'ultima tentazione (lettera agli sconfitti)
18 - L'ultima tentazione (lettera agli sconfitti) PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni   
Martedì 04 Marzo 2008 16:25

n.18 – 23 aprile 2006

Abbiamo perso. O no? Un fallimento non è sempre un insuccesso.

Hai avuto un insuccesso!

Noi non abbiamo mai insuccessi.

Hai totalmente riposto in Dio la tua fiducia.

Non hai tralasciato, poi, alcun mezzo umano.

Convinciti di questa verità: il tuo successo, ora e in questa circostanza, era fallire.

Ringrazia il Signore e ricomincia di nuovo!”

San Josemaria Escrivà, citato da Paolo Pugni nel libro “Lavoro e responsabilità”


L’ultima tentazione (lettera agli sconfitti)

 

Cari amici,

prima di parlare agli sconfitti è bene precisare di che battaglia stiamo parlando.

Quale battaglia?

C’è stata una battaglia elettorale tra Prodi e Berlusconi, che si è svolta sotto gli occhi di tutti in TV e sui grandi giornali. Ma non era la vera battaglia.

La battaglia, quella vera, si svolgeva altrove, fuori dalla TV, tra Radio Maria e Radio Radicale, tanto per fare un esempio. Oppure sulla carta stampata, dove si trovavano contrapposti “Sì alla vita”, “il Timone”, l’inserto “E’ vita” di Avvenire, contro le pagine ultra - libertarie dell’Unità o di Liberazione.

Era la battaglia tra chi difende ciò che resta della legge naturale in Italia e chi mira a distruggerla totalmente. Se vogliamo citare due personaggi emblematici, uno che certamente vuole cancellare la legge naturale universale dal cuore dell’uomo e uno che certamente la vuole difendere in toto, potremmo dire che questa battaglia “invisibile” si svolgeva tra Pannella e il Papa.

Rimostranze

Sento già le rimostranze di amici che hanno votato Margherita o Udeur: “Anche noi siamo col Papa!”. Lo so bene. Conosco il vostro fervore religioso, le azioni di carità concreta, l’impegno intenso e disinteressato in cui vi prodigate: in tutte queste cose mi siete maestri.

Dico solo che avete sbagliato battaglia: avete speso le vostre forze in una scaramuccia laterale, quella tra Prodi e Berlusconi, mentre il Papa (e 27 anni di Giovanni Paolo II) vi chiamavano a combattere altrove.

E così radicali, comunisti libertari (1) e lobby gay entrano nella maggioranza di governo.

Questo fatto porta con sé gravi problemi morali, perché il normale elettore cattolico era sempre stato esente da colpe quando, con alleanze trasversali maggioranza – opposizione, vennero approvate leggi come il divorzio o l’aborto.

Stavolta invece eventuali leggi dello Stato contro la legge naturale universale nasceranno col concorso diretto di una parte dell’elettorato cattolico.

L’ultima tentazione degli sconfitti

Ma c’è un pericolo morale ben più grave che incombe su noi sconfitti, la tentazione del “Ve l’avevo detto”. E’ inutile nasconderla, io l’ho provata e credo che tocchi molti di noi.

Dopo aver additato con forza il nemico vero, ci sarebbe almeno un po’ di soddisfazione personale nel veder accadere le cose che abbiamo previsto.

Dobbiamo resistere a questa tentazione.

Noi non abbiamo “usato” la legge naturale universale per far vincere il centro destra, ma viceversa abbiamo indicato la scelta di centro destra perché in questa tornata elettorale dava garanzie più sicure (2) per la difesa di ciò che resta della legge naturale.

E’ la legge naturale universale il nostro faro, e noi vogliamo che non accada nulla di ciò che temiamo e che abbiamo previsto.

Prendiamo in mano il “Compendio” dei radicali, che hanno sintetizzato con chiarezza tutti i loro obiettivi nefasti. Noi

-          non vogliamo i PACS

-          non vogliamo il “matrimonio” omosessuale

-          non vogliamo il divorzio breve

-          non vogliamo l’aborto chimico con la RU486

-          non vogliamo la facilitazione di accesso ai contraccettivi

-          non vogliamo la facilitazione di accesso alla pillola del giorno dopo

-          non vogliamo consentire l’uso dell’uomo – embrione per la ricerca sulle staminali embrionali

-          non vogliamo l’abolizione del sostegno alle scuole libere

-          non vogliamo la legalizzazione dell’eutanasia

-          non vogliamo la legalizzazione della prostituzione

-          non vogliamo il peggioramento della legge 40

-          non vogliamo la legalizzazione di droghe.

E tutto questo perché vogliamo una sola cosa, semplice e banale: la normalità della società.

Allora, paradossalmente, dobbiamo pregare per il governo che nascerà, anche se questo governo non ci piace, anzi soprattutto perché non ci piace.

Se non lo facessimo, se ci facessimo prendere dalla tentazione del “Ve l’avevo detto”, saremmo in colpa grave, perché dalle picconate alla legge naturale universale trarremmo una meschina soddisfazione per il nostro orgoglio. Non avremmo neanche la scusante dell’ignoranza, perché “in scienza e coscienza” abbiamo combattuto.

Preghiamo per il prossimo governo, perché lo Spirito Santo illumini le menti e non faccia passare nessuna delle cose che vogliono i radicali.

Una breve frase al termine di ogni decina del Rosario: “Regina della Pace, prega per noi, illumina il governo e fa che si torni a ragionare”. O quello che preferite. All’inizio pregare per i nemici ripugna un po’, ma poi passa, e la preghiera ci preparerà alle battaglie future.

E alla fine, se i cattolici che hanno votato centro sinistra ci diranno “Avete visto? non è accaduto niente di quello che dicevate!”, accetteremo serenamente questa piccola umiliazione, contenti di avere fatto il nostro dovere prima, durante e dopo il 9 aprile.

 

Grazie a tutti e un abbraccio finale.

Giovanni

 

 

 

 

 

NOTE

1)      L’espressione “comunisti libertari” vi suona nuova? Se volete vi mando un bell’articolo sull’argomento: “Transcomunisti” di D. S.

2)      La certezza assoluta no, in politica non c’è certezza, come già ho scritto altrove.

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Marzo 2008 17:44
 
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